
Ho già parlato di M., una delle Sorelle che ho scelto…
Se ti sei persa dove ne parlo, puoi leggere QUI.
M. ed io ci siamo conosciute la bellezza di ventuno anni fa, sul posto di lavoro.
Allora eravamo ragazze, oggi siamo donne.
Ho iniziato a stimarla tantissimo in primis da collega: è una persona serissima, onesta, grande lavoratrice, solare, propositiva, diligente, che dà tutto, sempre. Mai una volta l’ho vista tirarsi indietro quando c’era davvero da rimboccarsi le maniche e dare molto di più di quanto non le competesse. Mai una volta l’ho vista tacere quando c’era da difendere o supportare un collega in difficoltà, di fronte a chiunque: superiori, clienti, colleghi.
Con il tempo abbiamo iniziato a parlare di noi e delle nostre vite, abbiamo trovato molti punti in comune e la nostra amicizia è nata, crescendo poi nel corso degli anni.
Il nostro era un lavoro ad altissimo stress, dove erano necessarie, tra le altre cose, anche svariate competenze tecniche. Lei è stata spostata di reparto un paio di volte, e ha dovuto imparare le competenze necessarie strada facendo.
Ogni spostamento per lei è stato un trauma: ogni volta si disperava, dandosi della stupida, sostenendo che mai avrebbe potuto imparare cose nuove, che non sarebbe mai stata efficiente, che i colleghi del nuovo reparto l’avrebbero odiata.
E invece… ogni volta non solo imparava tutto perfettamente e acquisiva il polso della situazione in pochissimo tempo, ma i colleghi del nuovo reparto imparavano ad apprezzarla e a stimarla sin da subito.
Con il graduale peggioramento delle condizioni lavorative del nostro intero settore, anche il nostro mestiere si è fatto sempre più duro e avaro di soddisfazioni. Sempre più colleghi hanno iniziato ad accusare sintomi preoccupanti come ansia, insonnia, malesseri generali e diffusi, irritabilità, stanchezza cronica. Anche noi due non ne eravamo totalmente esenti, anzi. Così, entrambe abbiamo iniziato a valutare la possibilità di cambiare definitivamente strada.
Io l’ho fatto, lei no.
Non si sente pronta. Non si sente all’altezza di intraprendere una nuova carriera in un altro settore.
Crede di non essere abbastanza.
Come può sottovalutarsi così tanto?
È una lavoratrice instancabile, ha voglia di apprendere e di migliorarsi, è dotata di grande spirito organizzativo e di stoico senso del dovere.
E ha sempre dimostrato di saper affrontare egregiamente qualunque situazione.
Ma anziché prendere il proverbiale toro per le corna, preferisce rimanere laddove non sta bene, nonostante sia consapevole che starà sempre peggio.
Prima di proseguire...
Ricorda che ho creato un percorso passo passo per sbloccare il tuo vero potenziale e farti finalmente vivere la vita che desideri e meriti
Torniamo a noi.
L'atteggiamento di M. mi ha fatto riflettere: è molto facile sottovalutare se stesse.
Ci vuole uno sforzo cosciente e razionale per prendere di petto qualsiasi problema, mentre è molto semplice cadere nella trappola della paura e non fare assolutamente niente.
Negli ultimi anni ho realizzato che una delle cose più difficili da superare è quella vocina dentro la nostra testa che spesso ci comanda, e non ci fa fare quello che vorremmo, convincendoci che non siamo mai abbastanza.
La stessa voce che ci dice che non siamo abbastanza brave e competenti, e non riusciremo mai a trovare un posto di lavoro migliore, o che ormai abbiamo un’età in cui siamo già fortunate se un posto di lavoro ce l’abbiamo.
Quella che ci convince che non siamo meritevoli di poter ambire a una storia d’amore veramente degna di essere vissuta, con qualcuno che ci rispetti e ci ami per quelle che siamo.
Quella che continua a ripetere che non siamo abbastanza forti da superare le avversità della vita.
Oppure quella che ci bacchetta, ripetendoci di pensare a chi sta peggio, che ormai per cambiare vita è troppo tardi, e ci costringe a rimanere in una realtà che non ci piace e non ci rende felici.
Tutto questo succede anche a Te?
Se hai risposto positivamente fammi sapere una cosa che tendi a sottovalutare di te stessa. Può essere qualsiasi cosa, nell’ambito delle tue relazioni, oppure del lavoro, o ancora del tuo carattere.
Scrivimi a info@incantesimodonna.it
Leggo personalmente tutte le risposte.
Ah, dimenticavo: ricorda di dedicare un po' di tempo alle affermazioni positive, che trovi nella Magic Routine.
Un abbraccio,
Elena
Nota bene: Se non ti senti a tuo agio in questo esercizio non ti preoccupare, è normale. Non è semplice. Ma ricorda che questo è l’anno della curiosità illimitata, quindi analizza quello che hai trovato dalla prospettiva della curiosità, non del giudizio.
Dopotutto, solo una volta che siamo consapevoli del nostro dialogo interiore possiamo attuare il cambiamento che tanto desideriamo.
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